A la Rosa non si parla

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In questi brani l’Amore primeggia dolce, delicato, travolgente ed è espresso sia utilizzando termini del quotidiano come le valigie, l’armadio, lo specchio ovale, il letto, la cucina, sia inserendolo in una dimensione cosmica quando l’Autore si definisce con l’amata: “Stelle appartenenti allo stesso Cielo, corpi immersi nello stesso Universo”.

Da un’attenta lettura si evince che la collocazione delle parole, l’organizzazione dei suoni, le immagini e i temi non operano distintamente l’uno dall’altro, ma si rafforzano a vicenda arricchendo e potenziando il messaggio dell’Autore. I testi di Davide, autentici e spontanei, rivelano la sua anima e i suoi pensieri più intimi, le sue speranze, le sue delusioni, le sue vittorie, le sue sconfitte; le vicende d’amore, in un misto di euforia e di sofferenza, si alternano, rincorrendosi, nella fluidità del tempo, unico e imperturbabile testimone, privo della “virtù dell’attesa”.

Maria Antonietta Cianciaruso